| Come rendere correttamente in B/N
le foto con Photoshop
affrontiamo in questo tutorial
la spiegazione dettagliata dei quattro metodi più efficaci
per rendere in B/N, o meglio, in scala di grigi una qualsiasi
foto a colori.
Al termine della fase di spiegazione potrete vedere la comparazione
diretta fra 3 dei 4 metodi applicati a foto con caratteristiche
ad hoc.
La maggior parte dei riferimenti saranno fatti alla versione
inglese di Photoshop 7 specificando tuttavia, ove possibile
e utile, la traduzione del comando in italiano e l'indisponibilità
sulle versioni più vecchie. Verrà inoltre evitata
la spiegazione del metodo "desatruazione" in quanto
estremamente inefficace.
1.
Channel mixer
2. Grayscale
3. Livello di grigio "fuso"
4. Canale L del metodo LAB
Channel Mixer (Miscelatore canale): si trova nel menù
image -> adjustments oppure si può attivare tramite
livelli di regolazione.
Spiegazione
dell'utilizzo dei livelli di regolazione:
Aprite un'immagine o create un documento nuovo, andate sulla
palette livelli, in basso c'è un icona bianca e nera
a metà, cliccandola appare un elenco di metodi di correzione
colore:

scegliendo uno dei metodi si apre la relativa finestra (nel
nostro caso channel mixer) e una volta eseguita la correzione
e dato l'OK vedrete comparire un livello nuovo sopra la foto,
quel livello contiene la vostra correzione e si comporta come
tutti gli altri livelli quindi può essere mascherato,
reso semitrasparente (diminuzione dell'efficacia), fuso con
le relative opzioni (che illustreremo più avanti),
può essere sommato ad altri livelli di regolazione
ripetendo l'operazione e soprattutto, cosa più importante,
può subire modifiche alle impostazioni di partenza
in ogni momento semplicemente facendo doppio clic sull'iconcina
del livello stesso.
Premessa:
è un metodo estremamente complesso e non adatto all'utilizzo
amatoriale nè all'automatizzazione delle operazioni
sulle vostre foto digitali, di conseguenza il metodo verrà
spiegato ma non verranno fatti esempi e comparazioni.
Per prima cosa bisogna attivare l'opzione "monochrome"
con la casella di spunta in basso,

a questo punto l'immagine si trasforma in B/N e leggiamo 4
parametri: i canali red, green e blue e una costante; di default
il canale red è impostato al 100% e gli altri a 0%.
Piccolo
excursus sull'utilizzo dei canali. Le immagini che noi vediamo
sul monitor sono composte dai famosi pixel, ognuno di questi
pixel viene colorato da tre elementi detti fosfori, i tre
fosfori emettono una luce rossa, verde e blu e la combinazione
dell'intensità di queste luci determina il colore del
nostro pixel. Ogni canale (r-g-b) ha 256 valori di intensità
da 0 a 255. Prendiamo quindi ad esempio una combinazione di
canali di questo tipo r:247-g:172-b:0 (un arancione abbastanza
chiaro), se adesso noi creiamo un'immagine riempita con questo
colore e andiamo a vedere ogni singolo canale nell'apposita
palette "channels",isolandolo
dagli altri, noteremo che nel canale del rosso avremo un grigio
chiarissimo quasi bianco, nel canale del verde avremo un grigio
medio abbastanza chiaro e nel canale del blu avremo un'immagine
completamente nera.

Questo si spiega perchè appunto ogni singolo canale,
assume per ogni pixel una tonalità di grigio equivalente
al proprio valore uniformando gli altri, quindi nel canale
del rosso vedremo un grigio 247-247-247 mentre nel blu avremo
0-0-0 quindi appunto nero come si diceva. Questa premessa
è fondamentale per capire l'utilizzo del channel mixer
in modalità monochorme. Da ciò infatti deduciamo
che nella situazione di default della finestra il software
ci mostra esclusivamente il canale del rosso e questo comporterà
grigi molto chiari in corrispondenza dei colori che contengono
più rosso e grigi molto scuri dove prevalgono i verdi
e i blu, la miscelazione dei canali ha appunto lo scopo di
dare ai colori la corretta gradazione di grigio in maniera
estremamente analitica e personalizzata. Nel giostrare con
le percentuali dobbiamo qundi tenere in considerazione quanto
detto, valutare i colori dominanti nella foto e assegnare
le corrette percentuali ai canali in funzione della luminosità
che vogliamo dare a quel determinato colore. E' fondamentale
aggiungere che il risultato corretto si ottiene quando la
somma dei tre canali dà esattamente 100%. il valore
della costante influisce sulla luminosità complessiva
di tutti i canali e si consiglia, a meno di non voler ottenere
risultati sperimentali, di lasciarlo uguale a zero.
Un'ultima considerazione, che si può notare anche leggendo
le recensioni dettagliate sul sito www.dpreview.com,
il canale del verde è il più omogeneo nonchè
il meno rumoroso, questo spiega anche perchè nei sensori
CCD si trovino due "filtri" di verde per uno di
rosso e uno di blu.
Grayscale
Questo
è il metodo probabilmente più usato da chi sa
che bisogna evitare la semplice desaturazione. Consiste nell'andare
nel menù Image -> mode e scegliere appunto grayscale.

Dopodichè è bene ritornare in modalità
rgb per poter effettuare altre modifiche.
Pro: preserva correttamente la luminosità percettiva
dei colori più scuri
Contro: tende ad appiattire le tonalità più
chiare rendendole quasi bianche, in particolare i gialli.
Livello
di grigio "fuso"
Altro
metodo molto interessante. Dovete creare un nuovo livello
sopra la foto, riempitelo di un grigio qualsiasi che abbia
valori RGB uguali, qualsiasi grigio della scala da bianco
a nero. Nella parte alta della palette livelli c'è
una tendina con dei metodi di fusione, servono a fondere un
livello con quello sottostante secondo determinati algoritmi.
scegliete il metodo Color e il gioco è fatto.

Questo metodo è utile anche per dare effetti speciali
alle foto, ad esempio fondendo un livello di rosso o di blu,
oppure un livello del colore adatto per rendere il famoso
effetto seppia.
Pro: preserva correttamente la luminosità percettiva
dei colori più chiari distinguendo bene dal bianco
i gialli e gli azzurri chiari. Si ottiene un livello di contrasto
maggiore che con gli altri metodi.
Contro: tende ad appiattire le tonalità più
scure, verdi in particolare.
Canale
L del metodo LAB
Consiste
nel trasformare l'immagine in metodo LAB (menù image->mode)
ed isolarne il canale della luminosità dalla palette
Channels.

Una volta fatta questa operazione vi conviene fare una stampa
dello schermo premendo Stamp o ALT+Stamp, creare un nuovo
documento RGB premendo CTRL-N, incollare premendo CTRL+V e
ritagliare la foto.
Questo metodo dà sostanzialmente gli stessi risultati
del metodo grayscale però con un grado di luminosità
complessivamente più elevato e quindi un minor contrasto.
Ora andiamo ad analizzare le
differenze peculiari degli ultimi 3 metodi aiutandoci con
delle immagini adatte allo scopo. Nel primo caso abbiamo l'esempio
di un quadro coloratissimo di Kandinsky
Originale:
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Grayscale:
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Canale L metodo LAB:
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Grigio "fuso":
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confrontando l'originale con
i 3 metodi possiamo notare quanto già espresso nei
pro e contro e possiamo aggiungere una considerazione: i blu
sono resi sostanzialmente allo stesso modo mentre il contrasto
fra gialli, rossi e verdi è più marcato col
metodo del grigio fuso. Il metodo grayscale tende ad offrire
una maggior neutralità dei grigi, secondo me è
il metodo che preserva più correttamente la luminosità
percettiva dei colori ma tuttavia dà un risultato meno
incisivo. Il metodo del canale L è il peggiore perchè
amplifica i difetti del grayscale appiattendo ulteriormente
le differenze fra le tinte.
Ad ogni modo focalizzate l'attenzione su queste zone in particolare:
il passaggio rosso-rosa-arancione-giallo in alto a sinistra
e il passaggio azzurro-rosso-verde-giallo della parte centrale
di destra. Con un'adeguata dose di contrasto aggiunto in seguito
sembrerebbe migliore la resa del metodo grayscale. Considerate
sempre che stiamo valutando un'immagine molto particolare
caratterizzata da zone di colore puro.
In realtà la scelta di
quale metodo sia migliore o peggiore è anche soggettiva
e dipende dal reale effetto che vogliamo ottenere, senza dimenticare
che, una volta effettuata la conversione in scala di grigi
con uno di questi metodi, si può andare ad incidere
sull'immagine con altre tecniche di fotoritocco che modificherebbero
del tutto le conclusioni fin qui tratte. Esistono ad esempio
delle azioni (combinazioni di effetti) preimpostate che si
possono scaricare in rete (nella sezione download
del sito) che dovrebbero rendere correttamente le foto in
B/N. Sottolineo il dovrebbero perchè non ne ho mai
fatto uso.
Passiamo ora all'analisi di
una foto vera e propria che contenga elementi di colore utili
per le nostre valutazioni. La foto presa in esame è
una macro di un fiore particolare con relativa foglia sfuocata
sulla sinistra. Tralasciamo in questa occasione il metodo
canale L per i motivi sopra descritti
Originale:
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Grayscale:
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Grigio "fuso":
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Le differenze fra gli altri
due metodi sono ancora più evidenti, da una parte,
quella del grayscale, abbiamo una resa più omogenea
dei colori, differenze di tonalità più sottili
fra colori simili come si può notare nella parte rossa
all'interno dei fiori. Dall'altra parte si nota un contrasto
molto più forte con la tendenza a sottoesporre i colori
scuri e il rosso in particolare, anche la foglia appare decisamente
più scura.
La terza foto evidenzia in maniera
netta 2 cose, la resa molto migliore del metodo grayscale
sulle tonalità di verde che risultano scure e appiattite
nell'altro metodo il quale, tuttavia, è leggermente
più preciso nel differenziare i rossi (vedi la siepe
a destra e il tetto della casa marroncina).
Originale:
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Grayscale:
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Grigio "fuso":
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Notate ancora 2 minuscoli particolari,
la strisicia gialla dell'insegna del distributore di benzina
in fondo alla strada viene resa meglio col metodo grigio fuso
(miglior dettaglio sui colori chiari) mentre la striscia arancione
del parcheggio per disabili in basso a destra è invisibile
col metodo del grigio fuso mentre è riconoscibile col
grayscale (minor appiattimento sui mezzitoni). Queste finezze
sono andate in parte perse con la compressione jpg.
Le conclusioni che traggo, che
sono del tutto soggettive, sono queste: è da preferirsi
il metodo del grayscale quando l'immagine è tendenzialmente
scura e ricca di sfumature sottili sui mezzitoni, è
invece migliore il grigio fuso quando l'immagine di partenza
è più luminosa, ben contrastata o ha sfumature
su colori chiari (giallo/bianco in particolare). Altrimenti,
volendo proprio spaccarsi la testa, si può aggiustare
ogni singola foto con il channel mixer che ci permette di
mettere in evidenza i dettagli che vogliamo e tralasciare
quelli che meno ci interessano.
| }pixelfun{ |
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