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Macro Fotografia di insetti
Version
1.1, 2-17-03. Il presente documento è rintracciabile anche
su: PhotoBlink.com,
Photo.Net,
PhotoSig.com,
e in lingua Russa (grazie
alla traduzione di A.Voroshilov).
Tutte le informazioni e le immagini presenti in questa pagina
sono Copyright © 2003 M. Plonsky, a cui va un caloroso ringraziamento
per la disponibilità e la cortesia dimostrate.
Informazioni tradotte con il consenso dell'autore da http://www.mplonsky.com/photo/article.htm
Contenuto
Introduzione
Sono un professore
(di psicologia sperimentale, non entomologia).
Ho iniziato a fare la scansione di immagini nel lontano 1989 per
inserirle nelle slide che proiettavo in classe. Acquistai una
fotocamera digitale nel 2000 per foto di famiglia e documentare
i comportamenti canini.
La fotocamera non si rivelò buona come avrei voluto per la lentezza
dell’autofocus ed altre specifiche limitazioni. Nonostante ciò
mi piace il digitale perchè rende possibile provare e osservare
immediatamente i risultati. La compact flash è come un infinito
rullino. Dato il mio passato tendo a ritenere la fotocamera uno
scanner da puntare.
Appena presa la fotocamera, la mia (allora)
bambina di 5 anni entrò nel mio studio un giorno e mi suggerì
di fotografare un insetto che aveva sul suo occhio, e lo facemmo.
La foto venne molto peggio dei miei attuali standard, ma ci permise
comunque di vedere molti più dettagli di quelli che si
potevano osservare ad occhio nudo. Così nacque la mia passione
per la macrofotografia. Ci permette di vedere cose che altrimenti
non potremmo osservare. Essendo uno scienziato, sono curioso di
natura, continuai dunque a scattare foto agli insetti, divertendomi,
e migliorando nel contempo le mie foto anche di altri soggetti
(cani, familiari, ecc).
I miei maestri di fotografia furono i
siti web e i forum ad essa dedicati, a cui sono tutt’oggi
grato per le critiche costruttive e gli utili consigli. Spero
un giorno di poter vedere pubblicate le mie foto su qualche libro
per bambini o qualche altro libro educativo.
Ho scritto questo tutorial, poiché
spesso, quando posto le foto su qualche forum, la gente mi chiede
come ho fatto. Ma tenete a mente che sono solo un amatore autodidatta,
mosso da curiosità insaziabile e gusto per gli esperimenti;
così l’acronimo internet “YMMV” (i.e.,
"Your Milage May Vary") può essere perfettamente
applicato.
In conclusione spero che quanto scritto vi sia utile e vi permetta
di divertirvi ed ottenere ottime immagini.
Filosofia
Molti degli insetti sono fotografati nel
loro ambiente naturale, non li uccido, nè li schiaccio,
nè li incollo. Talvolta sposto qualche foglia o qualche
arbusto per ottenere una visione migliore. Sempre meno spesso
proverò a spostare gli insetti in posti diversi. Non ultimo,
gli insetti son sempre vivi quando li fotografo e solo raramente
li fotografo su muri o altre strutture umane.
La
cosa più importante per ottime foto di insetti è
lavorare con una luce favorevole. Adoro particolarmente i primi
piani, gli sfondi naturali e le fotografie dell’insetto
intero con uno sfondo pulito e perfettamente sfocato.
Accessori
Sono
disponibili alcune immagini degli accessori.
Canon Powershot G1
(35-103mm zoom) 3Mp fotocamera digitale
Recentemente ho acquistato una Canon Powershot G3 (35-140mm)
4Mp
- Lensemate
adapter tube. Il tubo di raccordo per aggancare alla G3 le ottiche
aggiuntive
- Varie
lenti close-up (diottrie)
- Tiffen
+10 & +7
- Hanimex
+6
- Royal
& Quantary sets (+3, +2, +1)
- Tiffen
Megaplus 2x Zoom/TeleConverter (2xTC)
- Pentax
50mm F1.4 lens (un normale obiettivo)
- Canon
420ex flash
- Diffusori
Stofen Omnibounce
- Kirk
butterfly bracket (Braccio snodato per flash)
- Prolunga
per il flash Canon (per montare il flash sul braccio snodato)
- Cavalletto
- Rotaia
di messa a fuoco
Lenti
Close-Up (Diottrie)
Una lente close-up (diottria) permette alla
fotocamera di ottenere un fuoco più stretto di quello che
normalmente avrebbe, ciò consente dunque all’immagine
di apparire più grande perché ci si può avvicinare
maggiormente al soggetto. In altre parole le diottrie si comportano
esattamente come una comune lente d’ingrandimento.
Le
lenti close-up possono essere montate in sequenza per ottenere
un potere ingranditore maggiore, io personalmente ne ho montante
fino a raggiungere +27. Tuttavia il problema e che usando così
tante lenti la qualità finale dell’immagine risulta
peggiorata e la DOF viene ridotta drasticamente, arrivando ad
essere dello spessore di un foglio di carta. Un altro problema
con le diottrie è che bisogna avvicinarsi molto di più
al soggetto riducendo di parecchio quella che è chiamata
“distanza di lavoro”, ovvero la distanza che intercorre
fra obiettivo e insetto. Per aumentare la distanza di lavoro,
personalmente sono solito agganciare alle lenti close-up un teleconvertitore
2xTC, così facendo posso lavorare a maggior distanza senza
disturbare l’insetto e permettendomi di cercare la luce
migliore con maggiore facilità. Il problema è che
col 2xTC perdo parte dell’ingrandimento.
Ho
provato numerose combinazioni di lenti, poiché alcune lavorano
bene in combinazione, ma altre no. Per esempio, ho provato le
diottrie dopo il 2xTC, ma il risultato era poco nitido.
Reversing
Lens
Sebbene l’uso di più lenti close-up
mi abbia permesso di scattare ottime foto con un buon ingrandimento,
non sono mai stato realmente soddisfatto della tecnica. Infatti
non trovo una buona idea usare più di 2 o 3 lenti contemporaneamente,
poiché difficilmente otterrei la qualità desiderata.
Avevo
letto di una tecnica che permetteva di ottenere ottimi ingrandimenti
invertendo un normale obiettivo da SLR, in un articolo scritto
da Chris
Breeze e Guy
Parsons, così come in il libro di John Shaw "Close-ups
in Nature " A volte questa tecnica è chiamata
"macro dell'uomo povero".
Per
fare questo, in primo luogo, avete bisogno dell'eventuale adattatore
adatto alla vostra macchina con filettatura per montare eventuali
filtri, seguito da una cosiddetta ghiera di inversione (che ha
filetti maschi da entrambi i lati). Ciò vi permette di
girare l'obiettivo e avvitarlo alla ghiera di inversione dal lato
della lente più grande. I link dove potete trovare questa
apparecchiatura sono stati presentati nella sezione Accessori
. (In Italia è ormai prodotto solo più da una ditta,
quindi può essere difficile reperirlo in breve tempo, tuttavia
ordinandolo al vostro fotografo di fiducia ne sarete proprietari
entro breve per pochi euro).
Innanzi
tutto ho provato questa tecnica con un obiettivo Canon 35-80mm
F4.5, ma vignettava troppo (cioè compariva un cerchio visibile
circondato da una maschera nera). Così sono andato in un
negozio di fotografia con la mia macchina fotografica per cercare
un obiettivo da 50mm (cioè, normale). Così comprai
un obiettivo Pentax 50mm F1.4. F1.4 significa che è un
obiettivo veloce (cioè, risulta molto luminoso). Di conseguenza
dà una vignettatura minima (che appare come un leggero
scurirsi degli angoli). Aggiornamento: Sembra che lo zoom aumentato
della Canon G3 a differenza di quello della G1 abbia eliminato
completamente la vignettatura.
L'obiettivo
invertito funge da potente diottria (circa +25) ed ha un'alta
qualità. Devo lavorare a circa 2.5 cm dall'insetto con
questa tecnica. Inoltre, devo avere la fotocamera digitale sullo
zoom massimo. Ho regolato il 50mm all'apertura più larga
(nel caso del mio Pentax è F1.4) ed ho regolato il fuoco
all'infinito. Quindi faccio il resto con la mia macchina fotografica.
Aggiungo che a volte uso una diottria subito prima dell'obiettivo
invertito giusto per ottenere ancora un po' di ingrandimento.
Settaggi
Fotocamera
Qualche consiglio:
-
Usare il fuoco manuale. Bloccato il fuoco, bisogna spostare
pian piano la macchina fotografica in avanti ed indietro sino
ad ottenere un’immagine nitida sul display. Questa tecnica
richiede un po’ di pratica.
-
Usare il massimo zoom. Questo è particolarmente utile
quando la vignettatura è molto evidente (ad esempio se
si usa il teleconverter dopo alcune lenti close-up).
-
Usare la minima apertura di diaframma possibile (un grande valore
di F) per ottenere la massima profondità di campo ed
avere una porzione maggiore di immagine a fuoco. Va ricordato
che un maggiore ingrandimento equivale ad una minore profondità
di campo.
-
Il fill flash rende di solito abbastanza bene. La maggior parte
dei miei scatti viene eseguita a F8 (che equivale alla minore
apertura di diaframma che posso impostare), con un tempo di
1/125 ed il fill flash.
- Di
solito usavo il trucchetto della focale F8 sulla mia G1, ovvero
selezionavo la modalità a priorità di tempi (Tv)
e settavo la velocità a 1/640. Poiché il flash
era attivo, per preservare il sincronismo, veniva abbassata
la velocità di scatto automaticamente ad 1/250, mantenendo
la focale F8. La G3 non possiede questo trucchetto sulla F8,
infatti permette il sincronismo col flash a velocità
maggiori (coi flash esterni supera 1/250), il che si rivela
molto utile quando si scatta col fill flash in buone condizioni
di luce.
-
Un'altra modalità che uso, ma meno frequentemente, è
lo scatto a priorità di diaframma (Av) con, ovviamente,
una apertura F8. In genere se sono particolarmente tranquillo
(ed ho saltato il caffè mattutino) riesco a scattare
con tempi più lenti di 1/100, tuttavia lavoro meglio
con tempi di 1/160 o 1/200, che coniugano bene velocità
utile di scatto con una buona luminosità dello sfondo,
a differenza di 1/250 che scurisce parecchio.
-
Più di rado scatto in modalità completamente manuale,
ma il problema maggiore è che la mia G1 emette il flash
alla sua massima potenza, quindi devo diffondere il lampo luminoso
con un tessuto. Con la nuova G3 che mi permette maggiori controlli
del flash in manuale, probabilmente userò questa modalità
più frequentemente.
Luce&
Flash
Questi sono alcuni consigli:
-
Scattare in giornate luminose in modo da ridurre quanto più
possibile i tempi di esposizione.
-
Usando un flash esterno si possono raggiungere qualità
notevolmente superiori.
-
Se si usa il flash è necessario diffondere la luce (ad
esempio con un tessuto bianco davanti alla sorgente luminosa)
oppure rifletterla (ad esempio con dei fogli bianchi o dei pannelli
riflettori). Qualora non si abbiano superfici di riflessione
o diffusori, è necessario quantomeno illuminare la scena
indirettamente, ovvero con la luce del flash meno diretta possibile.
-
Il teleconverter 2x dopo le lenti close-up può aiutare
ad illuminare il soggetto da una distanza maggiore.
-
Il braccio snodato (con la prolunga per il flash esterno) permette
un migliore controllo della luce.
-
Variando il bilanciamento dell’esposizione e la compensazione
del flash a seconda della posizione del flash, si ottiene una
maggiore flessibilità di scatto.
Visita
la sezione dedicata agli accessori per la macrofotografia.
Cavalletto
o No?
Circa il 90% delle mie foto di insetti sono
scattate a mano, infatti non uso molto frequentemente il treppiede.
Penso infatti che uno dei maggiori vantaggi delle macchine fotografiche
prosumer sia l’LCD orientabile, che permette di ovviare
al treppiede riuscendo a fotografare stabilmente e ad osservare
al contempo l’inquadratura anche in posizioni poco agevoli.
Quando
uso il treppiede ritengo comodo e vantaggioso utilizzare una rotaia
di messa a fuoco che mi permette di avvicinare ed allontanare
la macchina fotografica di passi infinitesimali senza muovere
il cavalletto. La rotaia si rivela dunque molto utile anche perché
in macrofotografia la DOF è molto ristretta ed in genere
preferisco bloccare la messa a fuoco e muovere la macchina avanti
e indietro.
Come
ho già detto più su, molti dei miei scatti son fatti
a mano libera, quindi ho dovuto fare esperienza per sorreggere
la fotocamera con stabilità. Mi sono ingegnato in vari
modi per riuscirci: spesso mi appoggio a qualche albero o qualche
recinzione. Tengo i gomiti serrati lungo il corpo e sovente appoggio
la macchina alla mia gamba o sul ginocchio. Quando posso cerco
di appoggiare il bordo della macchina fotografica su un ceppo
o su qualche altra struttura disponibile. Inoltre talvolta tengo
la cinghietta della fotocamera attorno al collo o fra i denti,
e al momento dello scatto spingo la macchina fotografica lontano
da me mettendo la cinghietta in tensione. A breve ho intenzione
di provare ad usare un monopiede.
Come
avvicinarsi
La mia filosofia che ho discusso più sopra
è rilevante qui. Per me, fotografare gli insetti è
come un grande gioco di caccia. Dovete lavorare per il vostro
trofeo e diventare abili a rintracciare ed inseguire le prede
sono le abilità che il cacciatore deve sviluppare. Mi diverto
particolarmente a cacciare libellule, non esco ad orari speciali
e non sono una persona mattiniera. Possiedo circa 3 acri che distano
quasi 15 minuti da un fiume e nel mezzo ci sono alcune paludi.
Dunque è per questo che in certi momenti dell'anno ho un
appuntamento fisso con le libellule.
-
Vai piano. Sii paziente. Guarda l'insetto per per un po', per
vedere come si comporta.
-
Alcuni degli insetti sono più tolleranti di altri (sia
verso altre specie che fra di loro).
-
Spostati lentamente. Prova a non proiettare la tua ombra sull'insetto.
Se l'insetto vola via, resta ancora ed attendi un minuto o due,
spesso ritornano sullo stesso posto.
-
Quando trovi un insetto che ti lascia avvicinare inizia a scattare
qualche foto velocemente. Bisogna sempre essere preparati, ed
avere gia tutte le regolazioni a posto, perché spesso
si riesce ad avere un solo scatto.
-
Quando acquisterete padronanza con la messa a fuoco e l'esposizione,
potrete cominciare a prestare più attenzione alla composizione
La
camera oscura digitale
Più si ingrandisce, meno
DOF si ha a disposizione. Non c'è da girarci intorno. Ho
cercato di usare quel poco che ho meglio che potessi, oltretutto
cerco di scattare l'immagine in modo che non necessiti di troppo
ritocco nella camera oscura digitale. In realtà ho scoperto
che questo tipo di immagini sono poche e rare.
Quando
lavoro nella camera oscura digitale, il mio scopo solitamente
non è alterare l'immagine, ma piuttosto migliorare ciò
che la macchina fotografica mi offre. Benché occasionalmente
modifichi l'immagine aggiungendo nuvole nel cielo, cancellando
le parti non volute, o in rari casi, rimpiazzando lo sfondo.
Successivamente,
ho sperimentato l'utilizzo di più immagini prese in tempi
diversi, che abbiano piani focali differenti e le ho composte
incrementando la DOF (io preferisco usare questo con le macro
estreme perché in questo caso la DOF è molto limitata).
Lo scarabeo Milkweed qui mostrato è un esempio.
Qui
ci sono alcuni consigli per lavorare nella propria camera oscura
digitale:
-
Fai molti scatti, cercando di variare un po' il piano focale
in ognuna, così da avere una coppia di immagini che abbiano
bene a fuoco due piani focali (e che, quando combinate insieme,
diano l'impressione di una DOF maggiore).
-
Impara a cancellare la maggior parte degli scatti che fai, così
guadagni abilità e la possibilità di successo
aumenta un po' (a volte).
-
Ruotare, tagliare, aggiustare i livelli di curve, saturazione
e contrasto per rendere più nitido il soggetto e sfocare
lo sfondo, sono le basi del ritocco dell'immagine.
-
Mascherare e nascondere aree dell'immagine, così da poter
lavorare sulle altre aree senza modificare quelle nascoste.
In genere una persona può mascherare il primo piano in
modo da poter lavorare sullo sfondo. Io solitamente faccio questo
per poter dare un po' di sfocatura allo sfondo e rimuoverne
il rumore. Creare una maschera può essere noioso e può
essere fatto in molti modi. A me piace lo strumento "bacchetta
magica" che seleziona aree simili sul piano dei colori,
solitamente prima uso questo, poi rifinisco la maschera con
altri strumenti.
-
Uno strumento che trovo utile nella camera oscura digitale è
la tavoletta grafica, che mi permette di usare una penna al
posto del mouse per controllare il cursore. Io ho una
tavoletta Wacom.
Spero che queste informazioni
siano utili.
Buona
caccia!
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