Premessa
Manifesto
del NG
Regole
Sezione Generale
Sezione Tecnica: La fotocamera
Sezione Tecnica: Il corredo della fotocamera
Tutorial
Software
Glossario
Netiquette
del NG
Acquisti
all'estero
Link
utili
Ringraziamenti
Per contribuire a queste FAQ scrivere a jjsapido@libero.it
Versione delle FAQ : 5.0 b aggiornamento 12 Maggio
2003
Premessa
Si sa che le domande in newsgroup dei novellini
spesso son sempre le stesse, i problemi che si affrontano al primo
contatto col mondo della fotografia credo abbiano accomunato tutti
noi, eppure non sempre è possibile rispondere alle numerose richieste
di aiuto che giungono giornalmente. Queste F.A.Q. nascono così, come
utile vademecum per tutti coloro che ancora confondono una luce spot
con uno step, per tutti coloro che credono che il diaframma sia un
anticoncezionale, per tutti coloro che utilizzano la calcolatrice
per avere un'idea di cosa significhi in effetti 4 megapixel... Mi
auguro possa essere comunque diventare una cosa utile per tutti e
perchè no raccogliere anche trucchetti e consigli anche per i fotografi
più smaliziati. Eviterò tutte le volte di definire quando parlo di
fotografia tradizionale, tuttavia ricorrero spesso ad essa perchè
permette di poter immaginare quello che accade, al contrario un cmos
o un ccd fanno tutto in automatico e secondo me sarebbe più arduo
dare una connotazione pratica a cose come ad esempio l'otturatore.
Manifesto del NG
Ecco il manifesto di it.arti.fotografia.digitale,
presentato da Adriano Cesare adriano@iol.it.
Si propone la creazione di un gruppo dedicato a
tutti coloro che sono interessati al mondo della fotografia digitale.
Si potra' discutere pertanto di ogni argomento riguardante la fotografia
digitale, sia a livello hardware (fotocamere, scanner, stampanti,
ecc.) che software. Attualmente in Italia non esiste un gruppo di
discussione dove si possa discutere dell'argomento indicato, nonostante
il mercato del digitale sia in notevole espansione.
Il gruppo non si intende moderato.
Regole
Oltre alla comune regola di restare "In Topic"
(ovvero attinenti all'argomento presentato nel manifesto del NG) e
oltre alle regole della Netiquette, che poi sono semplici regole intuibili
anche solo col buon senso, sarebbe utile che tutti i frequentatori
del NG utilizzassero i TAG. Ovvero delle parole racchiuse fra parentesi
quadre che indicano a colpo d'occhio di cosa si parla, in questo modo
il frequente fruitore del NG che vuole discutere e seguire discorsi
tecnici e non è interessato ad esempio alle segnalazioni foto, può
facilmente filtrare i TAG a lui non interessanti.
I TAG più frequenti sono:
[Foto] o [Photosig] su cui si è dibattuto a lungo,
indicano il post dell'URL di una immagine da sottoporre al giudizio
degli altri partecipanti al NG
[OT] Indica un post riguardante qualcosa di non
attinente ai temi soliti del NG
[VENDO] Indica un offerta di vendita da parte di
un utente
[ACQUISTO] Indovinate un po'? ^__^
Quale macchina foto mi consigliate
Domanda frequentissima e di sicuro inesauribile
in una faq poichè il mercato cambia troppo frequentemente. Però possono
essere utili delle linee guida per ridure il range di scelta prima
di buttarsi in acquisti azzardati o farsi distrarre da tanti numeretti.
La prima cosa da definire è il BUDGET, tanto alla fine è quello il
maggiore collo di bottiglia. Una volta definito il range di prezzo
si deve valutare a quale segmento esso si associa, in altre parole
una fotocamera media di 2 MegaPixel costa circa 300 euro, per cui
disponendo di quella cifra già uno riduce la scelta e può valutare
più attentamente alcuni altri dettagli. I parametri a parità di MP
che più influiscono sul prezzo sono:
- lo zoom analogico
- le funzioni avanzate (effetti sepia, bw, ecc..)
- le regolazioni manuali
- la bontà della componentistica
E' quindi ovvio che bisogna valutare quanti di
questi parametri siano indispensabili per il proprio stile di fotografia.
Inutile dire che per fare le foto di famiglia o degli scatti senza
rigorosi studi non è essenziale scervellarsi fra mille regolazioni,
mentre qualcun altro può non voler rinunciare alle regolazioni manuali
per poter di tanto in tanto fare qualche scatto studiato.
Per la valutazione di questi parametri rimando
alla relativa sezione tecnica.
Come posso imparare ad usare la Fotocamera Digitale?
Fai foto, scatta, scatta e ancora scatta. Poi
guarda sul pc, osserva cosa secondo te non va e prova a scattare di
nuovo. Modifica di volta in volta qualche parametro, prendi nota di
cosa modifichi e osserva il risultato a video come cambia.
Inizia fotografando magari un monumento o anche un soprammobile di
casa tua, qualcosa su cui tu possa studiare tutte le volte che vuoi
e su cui puoi tornare a scattare tutte le volte che vuoi.
Se il tuo interesse è capire meglio come funzionano le caratteristiche
della tua macchina e come usarle al meglio, puoi anche acquistare
un qualsiasi manuale di fotografia reflex analogica. Dal punto di
vista del risultato le regolazioni sono identiche.
Dove posso chiedere consigli?
Il newsgroup è lì apposta per quello le domande
di uno possono essere di aiuto a molte persone e possono essere origine
di discussioni alle volte molto proficue. Però il NG ha le sue regole
e sarebbe cosa gradita da tutti i frequentatori che le persone che
vi si avvicinano lo facciano in modo educato, rispettando la netiquette
e leggendo le regole del NG presenti in questa FAQ al capitolo 2
Dove posso far vedere le mie foto e sentirne delle
opinioni?
Un ottima vetrina poi per inserire le proprie
foto e sentire giudizi di altre persone sono i siti che offrono la
possibilità di creare un portfolio personale online. Basta crearsi
un account e ciascuno potrà gestire il proprio portfolio (raccolta
di foto ^__^) sottoponendo i propri scatti al giudizio degli altri
utenti ed al contempo potrà osservare e giudicare le produzioni di
altre persone traendone spunti e idee.
Ecco alcuni
link dove postare le proprie foto
L'alternativa è quella di crearsi una pagina personale per conto
proprio prendendo dello spazio su qualche server. PRO : maggiore
controllo sull'esposizione dei contenuti CONTRO: sono richieste
conoscenze per la realizzaizone/ gestione di pagine web.
Ho in mano una cosa che mi han detto essere una
macchina foto che me ne faccio?
Appoggia l'occhio al buco (generalmente in alto
a sx) e guarda attraverso di esso, premi il bottone in alto a destra
con un dito (in genere l'indice) ed avrai ottenuto un'immagine statico
di ciò che stavi guardando ^__^ LOL.
Ritengo simpatica la domanda 1 e l'ho capita,
quindi?
Molto bene, possiamo dunque parlare nel dettaglio
delle varie parti che compongono una fotocamera e di come i relativi
settaggi influiscono sulla resa di una foto.
Quali sono queste varie parti di una macchina
fotografica?
Parleremo distintamente di Obiettivo, Diaframma,
Otturatore, CCD, Zoom, Focale, Otturatore, ....
Obiettivo, ma non è un vetro?
Per obiettivo si intende tutta la parte di lenti
che si occupa di far convergere l'immagine da catturare sulla pellicola
o sul CCD, quindi la sua importanza è ben superiore a quella di un
comune pezzo di vetro, bisogna privilegiare gli obiettivi di diametro
maggiore in quanto permettono di ottenere immagini più nitide giacchè
lasciano passare più luce. Gli obiettivi si dividono in
- Grandangolari (WideAngle): Permettono
di riprendere maggiori porzioni di immagine e sono utili per ottenere
foto di panorami, detto brutalmente servono quando non tutta ciò
che vogliamo fotografare riesce a star dentro all'immagine che
risulterebbe L'utilizzare però un grandangolo per fotografare
soggetti abbastanza vicini porta l'immagine a subire l'effetto
botte, ovvero una curvatura convessa al centro che deforma in
maniera più o meno percettibile l'immagine finale. L'effetto botte
dipende anche sensibilmente dall'obiettivo e dalla fattura delle
lenti.
- Teleobiettivo: A tutti gli effetti uno
zoom, ingrandisce i soggetti distanti. Anche qui una dicitura
meno professionale: ricorda l'effetto di un binocolo e permette
dunque di fotografare in dettaglio elementi piccoli o distanti.
Cos'è un Diaframma (Lunghezza Focale) - Scatto
a priorità di Diaframma?
Nella fotografia tradizionale il Diaframma è una
meccanica composta da una serie di lamelline che si aprono e si chiudono
a cerchio il cui scopo è lasciar passare più o meno facilmente la
luce e i raggi riflessi.
Dal punto di vista pratico:
- una maggiore apertura del diaframma fa
passare più luce, ma riduce la profondità di campo, è il classico
effetto che si noto quando si fanno le foto col soggetto in primo
piano e lo sfondo a distanza viene sfocato.
- una minore apertura di diaframma aumenta,
al contrario, la profondità di campo e permette di ritrarre a
fuoco soggetti e sfondo anche a notevole distanza tra loro, è
utile nella foto paesaggistica o comunque ogni volta che non vogliamo
sfocare deliberatamente lo sfondo. L'impostazione può essere manuale
o automatica.
I valori che assume il diaframma vengono definiti
con un numero seguito dalla lettera F.
Esempio 2.8F. Il valore va letto in questo modo
f/#F, dove f è il diaframma completamente aperto. Vien da sè che
un numero basso di F indica una grande apertura di diaframma.
I valori in genere oscillano da 2.8 a 16 e un accorto
utilizzo dell'apertura focale permette di ridurre i tempi di scatto
per via del maggiore afflusso di luce, tuttavia concorre anche la
sensibilità iso della pellicola o quella simulata del ccd per giungere
ad una conclusione d'insieme.
Riassunto:
- maggiore apertura - 2.8F - Minore profondità . A fuoco solo il
soggetto vicino
- minore apertura - 16F - Maggiore profondità . A fuoco anche lo
sfondo
Cos'è l'Otturatore (Tempo di Scatto e di Esposizione)
- Scatto a priorità di tempo?
Come per il diaframma valutiamo come viene catturata
una foto: durante lo scatto il CCD o la pellicola restano impressionati
dalla quantità di luce che giunge sino ad essi, quindi è evidente
che maggior tempo dura lo scatto, maggiore sarà la quantità di luce
che impressionerà il CCD o la pellicola.
L'otturatore è complementare al diaframma, si tratta infatti di
una tendina posta davanti alla pellicola che resta aperta per un
tempo durante il quale la luce può impressionare la pellicola. A
questo punto si può iniziare a capire cosa voglia dire tempo di
esposizione, questo termine tanto frequente indica per quanto tempo
la porzione di luce che passa attraverso il diaframma arriverà alla
pellicola.
- un maggior tempo di esposizione lascia la pellicola
a contatto con la luce per più tempo, quindi la foto verrà più
luminosa, ma c'è il rischio della sovraesposizione ovvero troppa
luce tocca la pellicola e le zone bianche diventano troppo luminose
al punto da perdere i dettagli e far definire la pellicola 'bruciata'.
- un minore tempo di esposizione al contrario
riduce il tempo in cui la luce può impressionare e la foto verrà
più scura, il rischio in questo caso è quello di vedersi uno scatto
completamente nero a meno di qualche fioco punto luce giallognolo.
Adesso che sappiamo le basi di cosa succede modificando
i parametri dello scatto vediamo più nel dettaglio perchè andare
a modificare questo importante parametro:
- Aumentare il tempo di esposizione: serve tutte
le volte che abbiamo problemi di luminosità, quando c'è il rischio
che la foto sia troppo buia, quando riduciamo di molto l'apertura
di diaframma e quindi a parità di luminosità del soggetto, arriverebbe
una quantità di luce minore alla pellicola. Aumentare il tempo
di esposizione concorre però a ottenere foto con effetto mosso,
ed andando a tempi più lenti di 1/60 di secondo inizia ad essere
percettibile anche il tremolio umano.
- Diminuire il tempo di esposizione: serve tutte
le volte che la luce è molto elevata e non vogliamo rischiare
di bruciare la foto, quando vogliamo scattare un'istantanea di
una cosa che rischia di muoversi velocemente, quando vogliamo
ridurre l'effetto mosso, quando aumentiamo l'apertura di diaframma.
I valori in genere oscillano fra 1/1500 di secondo,
sino a 15 secondi. Attraverso l'esposizione e' dunque possibile
bilanciare al momento dello scatto l'effetto mosso e la luminosità
dell'immagine, cercando di ottenere un compromesso fra questi due
fattori o privilegiandone uno quando possibile e necessario.
Riassunto:
- Aumentare il tempo di esposizione ~ 1 sec. Foto
luminose anche in condizioni di scarsissima luce, ma difficile evitare
il mosso se non si dispone di un cavalletto.
- Diminuire il tempo di esposizione ~ 1/500 sec. Foto luminose a
condizione di bilanciare opportunamente il diaframma e di scattarle
in buone condizioni diluminosità. E' possibile immortalare scene
come una palla lanciata o un veicolo in corsa.
Mode B
Un breve discorso lo voglio anche fare sul cosiddetto
Mode B ovvero una funzione che permette di gestire manualmente sia
l'apertura che la chiusura dell'otturatore, questa funzione è particolarmente
difficile da gestire, ma permette di ottenere effetti molto piacevoli
e creativi, uno su tutti la classica fotografia della volta celeste
che ruotando lascia la scia. Come detto questa madalità di scatto
permette di decidere i tempi di esposizione anche oltre le preselezioni
permesse.
Cosa significa sovraesposto o sottoesposto?
Leggi la risposta alla Domanda precedente.
Cosa è un CCD?
E' il cuore di una macchina fotografica digitale,
la risoluzione e molti effetti come il bilanciamento del bianco o
il tempo di scatto o il controllo dell'esposizione dipendono dalla
bontà di questo piccolo sensore. Il CCD è l'alternativa della pellicola
nel mondo digitale, si tratta infatti di un congegno miniaturizzato
che possiede migliaia di elementi sensibili alla luce e capaci di
digitalizzare il campione luminoso che prelevano localmente sotto
forma di un colore. L'immagine reale viene così campionata secondo
questi mille e mille occhi e viene convertita in un prodotto digitale.
I CCD non vanno però confusi con i CMOS, questi ultimi presenti sulla
maggior parte delle webcam e delle macchine fotografiche-webcam. A
differenza di questi ultimi infatti i CCD sono molto più precisi e
permettono lunghezze focali impensabili per i CMOS.
Cosa vuol dire X MegaPixel?
Ecco una delle note dolenti maggiori, i calcoli
della risoluzione... non ci siamo ^__^ quindi è tempo di fare un po'
di chiarezza.
Dopo aver visto nel dettaglio come è fatto un CCD
abbiamo idea del fatto che l'immagine iniziale viene scomposta in
tanti pixel (elementi minimi di colore) quanti sono gli elementi
sensibili del CCD, è quindi evidente che tanti più elementi sensibili
conterrà il sensore, tanto più dettagliata sarà la foto. Se non
fosse chiaro facciamo un esempio, immaginate di disegnare una griglia
sopra una foto che conoscete, ora pensate che ogni quadratino che
risulterà potrà contenere un solo colore. Bene, ora pensate di fare
un griglia semplice dividendo la vostra immagine in 4 quadrati (o
rettangoli), ebbene colorando di un unico colore ciascuno di essi
l'immagine sarà incomprensibile... continuate ora a suddividere
i quadratoni iniziali in tanti sottoquadretti fino a non percepirli
più... man mano che lo farete i quadrati perderanno identità e vedrete
invece colori e sfumature, e i dettagli saranno sempre più definiti.
Ecco cosa significa risoluzione. La risoluzione è in pratica la
quantità di quadratini della vostra foto, ovvero gli occhietti sensibili
del sensore CCD e viene espressa in base al numero di questi ultimi,
chiamati PIXEL. Maggiore è la risoluzione e maggiori saranno i dettagli
della fotgrafia, quindi maggiore sarà l'ingrandimento possibile.
Per capire più o meno la dimensione massima di una foto in base
al numero di pixel basta ricordare il formato video (4/3) e procedere
per tentativi, ovvero se per esempio pensiamo ad una macchina da
2 megapixel dobbiamo pensare ad una combinazione che moltiplicata
ci dia 2.000.000 (Mega indica infatti proprio Milione) e che rispetti
la proporzione 4/3... quindi vediamo che 1600x1200 pixel ci da un
risultato 1.920.000 molto simile a quello voluto, per cui la massima
risoluzione possibile sarà quella.
Oltre la risoluzione massima una fotocamera digitale
permette l'acquisizione delle immagini anche a risoluzioni minori,
utilizzando cioè più pixel del CCD come se fossero uno solo. Superare
la soglia del CCD in acquisizione non è invece possibile a meno
di effettuare un'interpolazione che però riduce la qualità dell'immagine
finale.
0.3 MP --> 640 X 480
1.3 MP --> 1280 X 960
2.0 MP --> 1600 X 1200
3.0 MP --> 2048 x 1536
4.0 MP --> 2272 x 1704
Come posso illuminare un soggetto da studio?
Non si ha bisogno di tanta potenza se si ha un
cavalletto. Le digitali hanno il vantaggio di essere molto luminose,
e praticamente tutte hanno il selezionatore del punto del bianco (che
vedremo dopo) anche un normale faretto da camera può essere sufficiente,
sempre ammesso di avere il cavalletto, comunque tutto dipende dalla
foto che si vuole creare, in certe occasioni basta un solo punto luce,
in altre, a voler una cosa ben fatta 5 luci sono poche. Una buona
partenza sono tre luci, una magari a stretto raggio (detta spot) e
altre due ad ampio raggio (cioè con un fascio di luce che si allarga
molto).
Per cominciare e senza spendere una lira si può provare a svitare
il faretto che hai in camera o in sala ed un foglio bianco (come pannello
riflettente che vedremo tra poco).
Con le macchine fotografiche analogiche ci sono vari problemi con
le lampade artigianali perché le normali pellicole sono tarate per
luce solare, e a meno di non avere una pellicola speciale o un filtro
azzeccato la luce delle lampade risulta nella stampa finale con dominanti
di colore spesso indesiderate, avete mai provato a fotografare alla
luce di un neon?
Le lampade sono meglio le alogene, al neon oppure
le normali a incandescenza?
Per le lampade dovrebbe cambiare poco scegliendo
il punto bianco, sconsiglio però quelle al neon.
Che cos'è il punto del bianco?
Le macchine analogiche e quelle digitali hanno
delle limitazioni rispetto all'occhio umano. Dove noi vediamo una
luce biancastra al neon, le macchine con impostazione "luce giornaliera"vedono
una luce verdastra, proprio per queste limitazioni. Con le analogiche
in questo caso si dovrebbe mettere una pellicola apposita od un filtro
Magenta, con le digitali si ha la possibilità di regolare il punto
del bianco, quasi tutte hanno questa funzione che permette di indicare
sotto quale luce si sta fotografando (solare, nuvolosa, lampadina,
neon, flash, automatica), correggendo ed ovviando così queste limitazioni,
e rendendo le luci col colore che vediamo noi con l'occhio. Nonostante
queste soluzioni siano approssimative, sono comunque molto utili.
Alcune fotocamere permettono di essere più precisi, facendo scegliere
manualmente il punto del bianco. In pratica in questa modalità manuale
si schiaccia un tasto inquadrando un foglio bianco illuminato dalla
luce che si vuole usare, e gli si dice che il foglio è bianco. Sembra
una stupidata ma così facendo la fotocamera restituisce fedelmente
i colori del soggetto da fotografare.
E i pannelli riflettenti o ammorbidenti con cosa
li realizzo? Stoffa bianca? O qualche altro materiale simile ?
Per i pannelli non hai che da sfruttare tutta
la tua fantasia, anche perché dipende che cosa vuoi fare, Contano
molto sia i pannelli riflettenti sia gli "ammorbidenti", questi ultimi
devono si devono anteporre tra la luce ed il soggetto in modo da ammorbidire
la luce, facendola risultare così più omogenea sul soggetto, che avrà
quindi ombre meno chiuse e riflessi meno accentuati. Questi si possono
creare con qualsiasi cosa sia traslucido e lasci passare la luce,
presente quel rotolo di foglio che hai in cucina tra il domopack e
la stagnola? Quello potrebbe essere un pannello ammorbidente, mentre
uno riflettente può essere un foglio bianco, un asciugamano o un pannello
di polistirolo. Questo in linea di massima va anteposto dall'altra
parte della luce, lasciando in mezzo il soggetto da fotografare, in
modo che rifletta parte della luce della lampada e schiarisca le ombre
troppo dure.
Un altro esempio di pannello riflettente, che sembra funzionare bene,
si può ottenere incollando dell'alluminio Domopak su un pezzo di cartone
rigido. L'unica accortezza è usare la parte del foglio di alluminio
non a specchio in modo da far diffondere la luce.
Mi spiegate che cosa significa definire "CHIUSA"
un'ombra?
Troppo scura. Troppo nera. Non "leggibile".
In genere una macchia nera non meglio definita un po' come avviene
con l'effetto solarizzazione di PS.
Posso caricare delle batterie Stilo da 2000mA
o + con un caricabatterie da 1700mA?
Si che puoi solo che ci mette un po' di più, gurda
a quanto carica il caricabatterie e usa la seguente formulina:
mA della pila diviso mAh erogati
dal caricabatteria e quello che ottieni sono il tempo in ore per
la ricarica solo che lo devi moltiplicare per 1,2 per la carica
corretta.
{mA[Pila]/mAh[Caricabatterie]} x 1,2
Se non si utilizza la macchina per circa 7-10
giorni è meglio levare le batterie ?
Sarebbe buona cosa...non si sa mai... Tuttavia
fino a qualche settimana, se la macchina è conservata in un posto
asciutto, riparato e a temperatura normale, non c'è quasi nessun rischio
con le batterie attuali.
Se l'inutilizzo della fotocamera è invece maggiore delle due settimane
è consigliabile rimuovere le batterie per evitare di danneggiare queste
ultime o la fotocamera.
Cosa cambia fra la misurazione SPOT e la NON SPOT?
In generale, nelle fotocamere digitali -e non-
la lettura spot indica che l'esposimetro (quell'apparecchio elettronico
che legge la quantità di luce e regola di conseguenza l'accoppiata
tempo-diaframma da usare) valuta la luce solo sul punto centrale dell'inquadratura,
mentre quella non spot (può essere media, multipoint, matrix ecc.)
indica che la luce viene letta su un'area molto estesa, quasi tutto
il fotogramma.
Riassumendo: con la spot puoi fare in modo che la foto venga esposta
esattamente pur una piccola porzione dell'inquadratura (è utile, per
es. per i ritratti, dove ti interessa che venga bene il viso del soggetto),
mentre la "non spot" può essre utile in foto come i panorami, dove
vuoi che l'insieme dell'inquadratura sia OK.
Cosa conviene usare per misurare l'esposizione?
matrix, semispot, spot?
Se possibile conviene usare la matrix.
- Spot per avere una migliore esposizione davanti
il mirino consigliata per i primi piani
- Semispot E' l'unica che esisteva fino alla comparsa
del matrix e che prima aveva un nome più "pittoresco" in quanto
si chiamava "esposizione a media prevalenza centrale". In pratica
l'esposizione è calcolata su un cerchio centrale abbastanza esteso
tralasciando il resto.
In caso di foto in condizioni luminose difficili potresti regolarla
su matrix sebbene probabilmente il matrix possa andare un po' in
tilt, in presenza di forti contrasti, cercando di schiarire i neri
e rischiando dunque di sovraesporre le zone di luce (in linea di
principio il matrix scarta la zona più chiara, quella più scura
e fa una media tra le rimanenti, ma le rimanenti zone nere qui sono
tante). Quindi con contrasti molto intensi può funzionare meglio
il semispot puntato sulle zone di luminosità, bloccando l'esposizione
e ricomponendo l'inquadratura. Se poi i metodi sopracitati non funzionassero,
si possono inoltre utilizzare la multiesposizione, in questa modalità
l'esposimetro della camera cercherà di calcolare la miglior esposizione
per quel momento, oppure, secondo le capacità della tua camera,
prendere l'esposizione su più punti bloccandola, in modo di avere
una regolazione quasi manuale.
Cosa significa Blocco dell'AF (o AF Tracking)
Presto detto, quasi tutte le fotocamere (digitali
e non) hanno il tasto di scatto con due livelli di pressione. Un primo
livello intermedio in cui la fotocamera emette dei lampeggiamenti
e dei bip ed un secondo livello (ovvero premendolo a fondo) in cui
viene effettuato lo scatto.
Ebbene il raggiungimento del primo livello di pressione blocca la
messa a fuoco e le impostazioni di esposizione in base al soggetto
al centro dell'inquadratura, anche cambiando soggetto (mantenendo
però premuto il tasto a metà -> AF Bloccato) i parametri resteranno
invariati.
Questo sistema è utile per mettere a fuoco dei soggetti difficili
attraverso elementi facilmente focalizzabili a breve distanza dai
primi.. oppure per mettere a fuoco un elemento e poi spostare l'inquadratura
e toglierlo dal centro dello scatto mantenendolo però a fuoco.
Qual è la differenza fra center AF e multi AF?
Center AF la messa a fuoco viene fatta sul soggetto
che si trova al centro del fotogramma; Multi AF, vengono prese in
considerazioni più zone dell'inquadratura e, di solito, la messa a
fuoco viene fatta sul punto più vicino al fotografo L'utilità del
multi AF è relativa. Per ovviare al multifocus basta usare la messa
a fuoco centrale e ricomporre l'inquadratura usando il blocco AF.
Volevo passare delle foto su un SVCD. Come si
fa materialmente? Quali programmi utilizzare? Che formati?
Picture to TV, fa tutto lui compresa la masterizzazione.
Ma anche con altri programmi puoi ottenere lo stesso effetto, ad esempio
con Nero puoi inserire una serie di foto *.jpg con parametro di latenza
tempi "infinita", così facendo otterrai un SVCD in cui, per scorrere
le foto, dovrai premere il tasto "track skip fw" del tuo lettore...
altrimenti impostando un tempo definito le immagini scorreranno da
sole.
I supporti di solito usati dalle digitali soffrono
degli stessi problemi dei supporti magnetici tipo vhs, floppy che
quando passano dal metal detector si "smagnetizzano" causando la
perdita totale o parziale dei dati???
Le schede di memoria sono costituite da componenti
elettronici, quindi teoricamente invulnerabili dalle onde magnetiche,
i floppy, vhs, 8mm, musicassette ecc. Sono nastri magnetici e sottoposti
a onde magnetiche si smagnetizzano. Vai tranquillo, le schede di memoria
sono invulnerabili a tali onde, possono bruciarsi i componenti solo
in caso di immersione in onde molto ma molto potenti.
Non vorrei ritrovarmi con la macchina congelata
che mi sgocciola sul termosifone.. Che rischi corro portandola sulla
neve?
Generalmente non ci dovrebbero essere problemi,
la bassa temperatura potrebbe alterare momentaneamente le qualità
del CCD ma dubito che si possa notare differenza.
Invece sarei preoccupato per lo sbalzo di temperatura, diciamo dai
18-20 gradi di un appartamento ai -10 fuori. Avremo ben 20 gradi di
salto termico in pochi minuti se non secondi...!!!
Allora potresti incappare in appannamenti strani e formazioni di
condensa interne alla fotocamera. Se è una compatta l' ottica dovrebbe
essere protetta, con le reflex, invece, quando si prevede che si
verifichi tale situazione, si toglie l' ottica e si lascia climatizzare
il tutto in modo da non avere troppa differenza di temperatura ed
umidità fra l'esterno e l'interno della fotocamera.
La macro viene fatta in tele o in wide?
La macro in tele permette naturalmente di stare
più lontani ma ha delle limitazioni, quali la scarsa nitidezza (in
macro e modalità normale) dovuta alle lenti in modalità zoom presente
nella maggior parte delle fotocamere, la minor distanza focale ed
il fatto che non si possa riprendere il soggetto grande come invece
nella modalità Wide.
Il Wide (ricordiamo: grandangolo) permette di avvicinarsi di più,
ingrandire di più il soggetto ed avere la massima distanza focale.
In Macro capita spesso di vedere foto con parti non a fuoco, questo
perché la distanza focale delle macro è ridotta. Per ovviare a tale
limite oltre che scattare in Wide bisogna chiudere al minimo il
diaframma (F16, o 8) e se si ha la possibilità di regolare il fuoco
manuale fare delle prove, dipende anche da che cosa si vuole fotografare,
comunque se si vuole sfocare lo sfondo e mantenere a fuoco tutto
il soggetto in primo piano il fuoco non andrà messo all'infinito
ma indicativamente a metà distanza tra la parte più vicina del soggetto
e quella più lontana.
Posso fare una macro da 3mt di distanza?
Una macro da 3mt non è una macro: si parla di
macro allorquando la dimensione dell'immagine risulta pari o superiore
al soggetto fotografato. In pratica si definisce macro quella fotografia
che sta tra la foto ravvicinata e la microfotografia.
Perché con il fuoco manuale all'infinito non ho
la massima distanza focale?
Perché gli obiettivi hanno una certa distanza
focale, che aumenta come detto chiudendo il diaframma, ma non sempre
possono avere tutto a fuoco, specialmente con soggetti vicini alla
macchina e con obiettivi zoom. Si inquadra un soggetto a distanza
ben precisa e la macchina ha limitatamente anche del fuoco avanti
e dietro al soggetto, questa distanza è appunto chiamata distanza
focale.
Fate conto di avere un limite di metri di messa a fuoco, in mezzo
a questo limite c'è sempre il soggetto, se questo soggetto è l'orizzonte
e si mette a fuoco l'orizzonte si perde del fuoco davanti, mentre
invece se gli si dice alla macchina di mettere a fuoco un po più vicino
che l'orizzonte, il limite si amplierà, perché metterà lo stesso a
fuoco l'orizzonte ma anche più vicino. Questa si chiama distanza iperfocale.
La mia fotocamera è sensibile all'infrarosso?
E' facile scoprire questa caratteristica del CCD,
basta fotografare un telecomando dal lato del trasmettitore ad infrarossi
mentre si preme un tasto (del telecomando ovviamente ^___^). Se la
fotocamera è sensibile all'infrarosso, nella foto risultante , il
telecomando avrà un bagliore in prossimità del trasmettitore a infrarossi.
Ho un filtro ir "r72" e ho provato a fare delle
foto (ore 20:30) con la speranza che venissero come quelle fatte
con le telecamere col nightshot, ma purtroppo nulla, quasi tutto
nero?!?!
Non fare confusione. Le fotocamere sensibili all'
infrarosso riescono a catturare uno spettro di frequenza nel quale
si trova la lunghezza d' onda dell' IR. Questo non vuol dire che al
buio vedi come di giorno, perchè la fotocamera cattura l' IR se è
presente, ma al buio, senza la luce solare niente IR se non emesso
da illuminatori dedicati. Prova di giorno e scatta con una sovraesposizione
di almeno 2 stop e poi vedi che succede.
La riprova è ben fatta perché nonostante la quasi totale oscurazione
dell'obbiettivo della fotocamera, questa riesce a mettere ugualmente
a fuoco, mente al buio non riesce anche senza il filtro.
Cos'è la Profondità di Campo? O la DOF.
Scherzi a parte, il problema della profondità
di campo (in inglese DOF, che sta per "depth of field") è uno dei
primi concetti che il fotoamatore evoluto comincia a considerare nei
propri scatti. Nella pratica, la profondità di campo è una zona a
fuoco che si estende prima e dopo il soggetto su cui la messa a fuoco
è stata eseguita. Ora, in teoria (in teoria!), se abbiamo messo a
fuoco a una distanza x, tutto ciò che è più vicino o più lontano di
x dovrebbe risultare più o meno "non a fuoco". In pratica, per una
serie di considerazioni che tirano in ballo le leggi dell'ottica geometrica,
la riflessione, la rifrazione, e un concetto noto come "circolo di
confusione" (un valore che nelle digitali è caratteristico della macchina.),
non è così (vi rimando a trattazioni più approfondite per i dettagli)
. La realtà è che mettendo a fuoco a distanza x, mettiamo a fuoco
un intervallo di distanze che va da "x meno qualcosa" a "x più qualcosa".
Ebbene, questo spazio si dice proprio "profondità di campo".
Quanto è esteso questo intervallo? E soprattutto,
come giocare sulla profondità di campo? Per calcolare l'esatta profondità
di campo, servono alcuni elementi: il diaframma, la lunghezza focale
dell'obiettivo utilizzato, e la distanza a cui si trova il soggetto
principale del nostro scatto (servirebbe anche il valore del circolo
di confusione, che però si può approssimare costante per le macchine
a pellicola, mentre per le digitali lo si ricava da apposite tabelle).
Per dare un'idea di come si comporti la profondità di campo, diciamo
che questa cala all'aumentare della lunghezza focale e dell'apertura
del diaframma (quindi per diaframmi con valori di f bassi). Un teleobiettivo
spinto, quindi, comporta un restringimento di questa zona a fuoco
prima e dopo il soggetto, così come questa si riduce con diaframmi
aperti (per fare entrare più luce). Al contrario, focali medio-corte
e diaframmi chiusi (valori di f alti), consentono di scattare con
profondità di campo elevate (quindi con più elementi a fuoco prima
e dopo il soggetto principale).
Le macchine digitali compatte, come ormai dovreste
sapere, non hanno focali quelle reali, ma "focali equivalenti" (per
cui un obiettivo che in realtà è un 8-50 mm, può corrispondere a
un 28-200 mm tradizionale). Per quanto detto sopra, hanno dunque
focali corte, che fanno sì che la profondità di campo sia sempre
più alta degli obiettivi di pari focale "reali". Ipotizzando quindi
di voler ottenere l'effetto di "sfondo sfocato" tipico degli scatti
a ridotta profondità di campo, farete molta più fatica ad ottenerlo
con una compatta digitale che con una reflex tradizionale.
Volete proprio dilettarvi a vedere quanto sia la
profondità di campo con determinati settaggi? Esiste un programmino,
scaricabile gratuitamente, che su PC o palmari vi darà i valori
esatti dell'intervallo di profondità di campo: si chiama DOF
Master da dove potete anche usarlo direttamente via web.
Volete qualche raccomandazione su come gestire
la profondità di campo in funzione del risultato che volete ottenere?
Beh, fermo restando che si tratta sempre di effetti soggetti al
gusto personale, per i ritratti è consigliabile usare profondità
di campo ridotta, in modo da sfocare lo sfondo e concentrare l'attenzione
sul viso del soggetto. Chiaramente per i paesaggi vale l'inverso
(non a caso gli obiettivi grandangolari comportano elevate profondità
di campo.).
Il consiglio, per fare esperienza, è di allineare una serie di oggetti
via via più distanti dal piano di scatto (ad esempio una fila di
bottiglie). Mettendo la macchina fotografica su un treppiede, divertitevi
a variare l'apertura del diaframma e la focale, e vedrete come cambia
la profondità di campo.
Ho una bella foto fra le mani. La stampo? A quale
risoluzione?
Beh domanda apparentemente semplice ma dalle molteplici
sfumature, innanzitutto partiamo col definire il concetto di stampa
di una foto. Esistono le stampe domestiche, quelle fotografiche e
quelle tipografiche o Offest, tra di loro cambia la risoluzione della
stampa finale. Tirando le somme ad un utente medio basta poter realizzare
stampe dei primi due tipi, visto che la stampa offset richiede costi,
ammortizzabili solo con grandi quantitativi di stampe e si parte da
almeno un centinaio di copie.
Quindi analizziamo i file di partenza. Vi sono diverse formule per
definire quanto dev'essere grande (in risoluzione) il file sorgente
per ottenere delle stampe di qualità sufficiente, vediamone una piuttosto
semplice:
Esprimiamo la dimensione in pixel di un lato della
nostra immagine:
esempio 640 pixel
Dobbiamo poi conoscere la risoluzione di stampa
indicativamente una stampa a buona risoluzione
di livello fotografico si attesta sui 300 dpi
Dati questi parametri dividiamo la dimensione originale
in pixel 640px con la risoluzione della stampa 300dpi
Pixel : Dpi --> Pollici effettivi
640 : 300 --> 2.15 Pollici
A questo punto sapendo che un pollice misura all'incirca
2,6 cm basta fare una moltiplicazione ed avremo le dimensioni in
cm della nostra stampa finale
Pollici x 2.6 = Centimetri
2.15 x 2.6 = 5,59 Centimetri
In base a queste formule si può anche cercare di
ottenere un compromesso in termini di dimensioni e qualità, una
regola empirica per saper fin dove spingersi come ingrandimento
e quello di non portare gli ingrandimenti oltre un terzo della risoluzione
della stampante mi spiego con un' esempio che è più semplice:
Se abbiamo una stampante come detto da 300dpi otteniamo
un lato a 640px stampabile a 5,59 Cm.
Un terzo di 300dpi è 100dpi, quindi dovremo fare
così:
300-100 = 200 dpi (risoluzione stampante ridotta di un terzo)
640 : 200 = 3.2
3.2 x 2.6 = 8.32
Siamo così passati da 5,59 cm a 8,32 cm. Questa
però è la dimensione massima consigliata, salendo oltre questa misura
si rischia un decremento notevole della qualità e una percezione
pixellosa dell'immagine finale.
Prima di darsi a smodati ingrandimenti, però, è
bene capire che i parametri di risoluzione (1240x2480) delle attuali
stampanti in commercio non sono da prendere in considerzione per
questo calcolo, infatti tali parametri indicano il numero di gocce
che sono utilizzate per ogni pixel e per ogni colore. Capiamo dunque
che una apparente risoluzione di 3 milioni di dpi diventa facilmente
qualcosa di ben minore dei 300 dpi della stampa fotografica. mhhh
vi vedo perplessi e corrucciati, quindi proviamo a rispiegare un
attimino.. Allora calcolando 1240x2480 punti sembrerebbe di disporre
di una stampante di qualità molto superiore di quella professionale,
tuttavia questi punti non sono i dpi che conosciamo noi, bensì le
gocce di inchiostro. Ogni singolo pixel (dpi) viene colorato da
centinaia di microgocce di ognuno dei colori facciamo un esempio:
- ogni testina spruzza 5000 gocce per definire
ogni colore
- stampa in esacromia = 5 testine
- in ogni singolo pixel io avrò quindi 5000 gocce
x 5 testine
25000 gocce che mi definiscono il colore finale del singolo punto(pixel)
- potendo spruzzare al max 3 milioni di gocce
per pollice ed usandone 25000 per definire ogni punto ottengo:
3.000.000 (gocce) / 25.000 (gocce per fare un pixel) = 120 pixel
per ogni pollice (dpi)
I valori non sono precisi, ma l'idea di fondo è
questa: sappiate che con una stampante domestica difficilmente si
superano i 150/200 dpi reali.. quindi usate questo valore per i
vostri calcoli di dimensione di stampa.
In ogni caso l'effetto finale dipende anche da
quello che si richiede alla foto, insomma se deve essere incorniciata
e appesa ad un muro che ci sia qualche pixel smussato o un po' di
sgranatura non credo che faccia scappare per il disgusto. Ho personalmente
visto un ingrandimento a 40x60!! (di una bellissima foto) e non
stenterete a credere la mia sorpresa quando ho scoperto che si trattava
di un sorgente a 1600x1200.. una "volgare" 2MP insomma. Poi mi son
avvicinato a questo ingrandimento ed ho notato i pixel e tutti gli
altri orrendi dettagli (sgranature, sfocature, ecc... ecc... ) eppure
a due passi di distanza tutte queste nefandezze avevano ingannato
il mio occhio che non le aveva notate.
Morale della storia, se non siete dei critici o dei pignoloni, potreste
aver soddisfacenti ingrandimenti a 20x30 anche da una semplice 2
MP :) Il discorso contrario va fatto se vi servono foto dettagliate
ad alta risoluzione, magari per un catalogo, in quel caso la qualità
non può essere discussa e, a costo di limitare le dimensioni, non
si può scendere a compromessi.
Quindi prima di insultare la vostra povera fotocamera
nel dubbio di fare un ingrandimento, pensate seriamente a quante
volte lo guarderete con una lente e rischiate qualche pixel fuori
fuoco.
Sappiate comunque che l'occhio umano non riesce
a distinguere particolari sopra ai 300Dpi, quindi risoluzioni finali
maggiori sono un po' sprecate.
Voglio ingrandire una foto, faccio un interpolazione?
Quale?
Innanzitutto un'introduzione al concetto di interpolazione
mi sembra doveroso.
Un algoritmo di interpolazione si occupa fondamentalmente
di aumentare il numero di pixel di una immagine, per far questo
deve 'inventarsi' i pixel mancanti e decidere arbitrariamente di
quale colore dipingerli. La bontà di un algoritmo emerge, dunque,
proprio qui, infatti all'inizio si utilizzava un colore che era
una media matematica fra i due pixel adiacenti, tuttavia ciò determinava
contorni molto molto imprecisi, non tanto nei toni sfumati, quanto
nei punti di contrasto o laddove erano presenti zone marcate o linee
precise. Lo sviluppo degli algoritmi ha permesso di ridurre il tasso
di perdita durante il processo, tuttavia non si può ancora ottenere
un risultato con la qualità dell'originale.
In conclusione va comunque ricordato che la perdità
di qualità è proporzionale alla percentuale di ingrandimento. Oggigiorno
si usano prevalentemente due tipi di interpolazione:
Bilineare
Bicubica
L'interpolazione Bicubica richiede maggiori risorse
a livello hardware, quindi risulta più lenta di un'interpolazione
Bilineare, tuttavia produce risultati più precisi. Quindi in virtù
dell'algoritmo più efficace conviene ricorrere all'interpolazione
bicubica tutte le volte che si ha la necessità di ingrandire un'immagine.
Il risultato di entrambe le interpolazioni è comunque
un immagine meno definita e con un maggior effetto blend, insomma
una specie di sfocatura. Anche il fenomeno inverso, quello del ridimensionamento
di un'immagine richiede un fenomeno di interpolazione, per cui,
anche in questo caso, ci si trova di fronte al dubbio su quale usare.
Al contrario di quanto avviene nell'ingrandimento, infatti, entrambe
le tecniche di interpolazione producono risultato omologhi, quindi
la scelta non può che ricadere doverosamente sull'interpolazione
bilineare che offre i medesimi risultati a tempi più veloci.
Come mai la mia scheda di memoria da X Mb è in
realtà più piccola?
Nessun allarme! Prendendo esempio dai produttori
di hard disk per computer, anche i produttori di memory card tendono
a dare per scontato che l'utente consideri 1 Mb come 1.000.000 di
bytes. I pc, invece, possono considerare 1 Mb come 1024x1024 bytes,
ossia 1.048.576 byes. Ecco dunque spiegata la differenza (pur se contenuta
in un 3-5% di scarto) tra le dimensioni dichiarate e quelle effettive:
una scheda di memoria da 128 Mb (ad esempio), contiene 128.000.000
di bytes, mentre considerando un megabyte come 1.048.576 dovrebbe
contenerne più di 134.217.000. Tranquilli, dunque, non vi hanno fregato.
Che cosa è un X-drive? E cosa si intende parlando
di hard diskesterni portatili?
Rispondiamo prima alla seconda domanda. Gli hard
disk portatili (e la circuiteria di cui sono circondati nei dispositivi
comunemente chiamati così.) tentano di fornire una soluzione economica
e pratica ad uno dei limiti della fotografia digitale: lo spazio di
memorizzazione dei files ottenuti.
Qualsiasi sia il tipo di memoria utilizzato dalla
vostra macchina, e di qualsiasi taglio esso sia, prima o poi è destinato
ad andarvi stretto (legge di Murphy applicata alla fotografia digitale.).
Se credete di stare al sicuro con qualche centinaio di megabyte
di compact flash, o con un lussuoso Microdrive da 1 Gb, non fatevi
illusioni: prima o poi vi scontrerete con i limiti della vostra
memoria fisica. Che rabbia perdere uno scatto decisivo perché ormai
si ha la scheda di memoria piena! E che dire poi di un viaggio lungo
che vorreste documentare in ogni suo aspetto? Conviene riempirsi
di schede di memoria? Conviene scattare a risoluzioni inferiori?
E se poi lo scatto della vita lo avete fatto a risoluzione infima?
Tocca portarsi dietro un computer portatile con tutte le complicazioni
del caso?
A questo genere di angoscianti dubbi tentano di
porre rimedio l'X-Drive, l'Image Tank, l'Archos Jukebox, il Mindstore
Jukebox e altri dispositivi dai nomi altisonanti ma che sostanzialmente
hanno la medesima struttura: in uno spazio poco più grande di un
pacchetto di sigarette concentrano una unità di memorizzazione ad
alta capacità (tipicamente un hard disk da computer portatile, in
standard 2,5 pollici.), e la circuiteria necessaria a riversare
il contenuto della vostra card di memoria sul predetto disco, operazione
che avviene inserendo la scheda in una feritoia e poi premendo un
tasto per avviare la copia.
Una volta che si torna a casa, basta collegare
il pc di casa con il dispositivo (via USB 1 o 2, o Firewire, a seconda
del modello), scaricare le foto in maniera semplicissima (Windows
vede questo genere di accessori come semplici dischi esterni, e
nel caso di Windows Me o Windows Xp non sono nemmeno necessari drivers
di sorta.) e il gioco è fatto. Conviene? Beh, sicuramente è una
opzione da non sottovalutare, specie dato che un X-Drive costa sì
e no un centinaio di euro (hard disk escluso), mentre nelle fiere
dell'elettronica e dell'informatica un disco fisso da portatile
da 6 Gigabytes costa ormai una trentina di euro: a questo punto,
inutile possedere più di 2/3 schede di memoria, tanto mentre scattate
con una potete scaricare le altre sul vostro hard disk portatile:
bella la vita eh?
A puro titolo di consultazione (e non per fare
pubblicità), il sito che ha "lanciato" l'X-Drive è stato http://it.geocities.com/cjdigitale/www.powerinnumbers.com.au,
ben noto ai frequentatori del newsgroup che spesso hanno acquistato
con soddisfazione da questo web-store agli antipodi (è in Australia!).
Meglio la scheda di memoria o il microdrive?
Posta in questi termini, la domanda è abbastanza
enigmatica. Se da un lato i prezzi di molte schede (compact flash
in testa) stanno abbassandosi, è anche vero che fino ad oggi il Microdrive
(che IBM produce in tagli da 340 Mb e 1 Gb, dato che il modello da
512 Mb è uscito di produzione.) rappresentava una alternativa valida,
cara a professionisti ed amatori evoluti. Innanzitutto verificate
la compatibilità del Microdrive con la vostra macchina fotografica
(in teoria basta vedere se sono supportate le Compact Flash Type II,
ma è meglio se il supporto al gingillo di IBM è esplicitamente menzionato.).
Chiedetevi sempre se 1 Gb vi basta. Se andate in vacanza per due settimane,
e siete maniaci dello scatto, potreste trovarvi a corto di spazio
(specie se conservate più versioni della stessa foto per poi scegliere
a casa) in tempi relativamente brevi (vi sfido a trovare compact flash
in Mauritania.). A questo punto, ciò che fa per voi potrebbe essere
un hard disk esterno, tipo X-Drive.
Ma chi sceglie il Microdrive, normalmente, ha già
fatto i conti sullo spazio che avrà a disposizione. I dubbi di queste
persone, piuttosto, riguardano la presunta fragilità del medesimo,
ed i suoi consumi. Partiamo da questi ultimi. E' vero che, in effetti,
il Microdrive consuma leggermente di più di una scheda di memoria.
Un sito di maniaci dell'hardware ha stimato in 0.20 A il consumo
in scrittura del Microdrive, mentre una Compact Flash è sui 0.05
A, ma la differenza non è così rilevante, dato che sono in generale
altre le operazioni che comportano maggior dispendio energetico
(ad esempio, per la Minolta 7i, solo il fatto di essere in "record
mode" comporta un esborso energetico di 0.52 A, l'uso dell'LCD porta
altri 0.5 A, e la messa a fuoco 0.25 A, per non parlare della ricarica
del flash interno.), ed in fin dei conti le scritture del Microdrive
sono estremamente limitate in quanto a durata. Da questo punto di
vista, dunque, il Microdrive non comporterà un decadimento della
durata delle vostre batterie particolarmente sensibile (al più stimabile
in un -5%).
Per quel che invece riguarda la fragilità, anch'essa
(come i maggiori consumi energetici) è dovuta al fatto che il Microdrive,
a differenza delle schede di memoria, ha parti meccaniche in movimento
(testine, piattelli, ecc.), e una caduta anche da altezze non particolarmente
elevate (es. tavolO) potrebbe in taluni casi essergli fatale. Tirando
le somme, quindi, se comprate un Microdrive abbiate almeno il buon
senso di non farne un uso estremo, scaraventandolo senza riguardo
per ogni dove e poi disperandovi perché dopo averlo fatto cadere
dalla vetta dell'Hymalaia questo si rifiuta di restituirvi le vostre
preziosissime foto.
Come ultima annotazione, rileviamo che a fronte della fusione tra
IBM e Hitachi, e del crescente spazio richiesto dai files delle
macchine digitali, sono state annunciate versioni future del Microdrive
fino a 4 Gb di capacità.
Come posso fotografare con la mia digitale i corpi
celesti ed il cielo stellato?
Fotografare le meraviglie del cielo può dare enormi
soddisfazioni, ma certo richiede tecniche e attenzioni diverse rispetto
alla fotografia tradizionale.
Il rapporto fotografia astronomica/macchine digitali è in alcuni casi
problematico: per riprendere gli oggetti più deboli del cielo (nebulose,
galassie) bisogna applicare tempi di esposizione dell'ordine di svariati
minuti, ma le normali camere digitali consentono di arrivare a qualche
secondo di posa, e solo i modelli più costosi permettono di impostare
tempi di qualche minuto, comunque troppo brevi per ottenere buoni
risultati. Gli scatti astronomici più semplici sono quelli alle costellazioni:
non serve una strumentazione particolare, basta fissare la macchina
su un cavalletto e con un obiettivo da 28 mm si possono riprendere
le costellazioni più luminose (Orsa Maggiore, Orione, Cassiopea.)
con un'esposizione limite intorno ai 30 secondi per ottenere immagini
stellari ancora puntiformi (tempi più lunghi darebbero luogo a strisciate).
I corpi celesti più luminosi (Sole, Luna) necessitano evidentemente
di tempi di esposizione più brevi e possono quindi diventare soggetti
dei nostri scatti digitali. Per poter catturare interessanti dettagli
bisogna fotografare attraverso un telescopio, perciò dobbiamo innanzitutto
raccordare la macchina al suddetto strumento: se la macchina ha l'obiettivo
con innesto filettato è possibile trovare in commercio gli appositi
adattatori per la fotografia attraverso la proiezione dell'oculare,
se invece la macchina non è dotata di obiettivo filettato la si deve
collegare al telescopio tramite una staffa angolare aggiuntiva, reperibile
presso alcuni costruttori specializzati (si può effettuare la ricerca
in Internet); se proprio non si riuscisse a trovare la staffa già
pronta, ci si può sempre rivolgere a un'officinetta meccanica che
senz'altro non rifiuterà di costruire questo semplice marchingegno.
Si consiglia di mettere a fuoco il soggetto da riprendere tramite
il focheggiatore del telescopio osservando attraverso l'oculare prima
di procedere al collegamento con la macchina digitale. Dopo avere
effettuato il collegamento bisogna impostare il fuoco della camera
digitale su infinito e accertarsi che l'allineamento ottico sia il
più preciso possibile, per evitare che l'immagine risulti distorta
o sfocata in alcuni punti.
La Luna è in assoluto il primo oggetto astronomico
a essere fotografato, perché è vicino a noi, è molto luminoso, ricco
di dettagli e suggestivo, e inoltre necessita di esposizioni brevi
(nell'ordine di frazioni di secondo). Un suggerimento: è meglio
fotografare quando la Luna non è piena, per poter riprendere maggiori
dettagli, evidenziati dal gioco di luci e ombre. Per il Sole bisogna
assolutamente ricordarsi di applicare un filtro al telescopio, un
foglio di mylar (ottimo ed economico) o un filtro in vetro ottico,
reperibili entrambi presso i negozi che vendono attrezzature per
l'osservazione astronomica. Con questi filtri possiamo ottenere
immagini della nostra stella dove si evidenziano le macchie solari.
Per le riprese planetarie il tempo di esposizione
si allunga: poichè arriva ad alcuni secondi si presenta il problema
della rotazione terrestre, che provoca un effetto "mosso" degli
oggetti inquadrati. È dunque necessario avere a disposizione un
supporto equatoriale munito di motorino, che consenta all'astrofotografo
di compensare la rotazione terrestre: ruotando in senso opposto
rispetto alla Terra, questo strumento permette di mantenere il telescopio
sempre perfettamente puntato sull'oggetto da riprendere. Dunque
se disponiamo di un buon telescopio (rifrattore di almeno 8cm di
diametro o riflettore di 12-15cm) dotato di moto orario, possiamo
provare a fotografare i pianeti tentando di catturare qualche dettaglio
(anelli di Saturno, fasi di Venere, Giove e i suoi satelliti.).
C'è un altro fattore di cui bisogna tener conto
prima di fotografare attraverso il telescopio: il seeing, ovvero
le condizioni di turbolenza atmosferica. Non basta una bella notte
serena per assicurare buone immagini; se c'è vento, per esempio,
le immagini planetarie risentiranno dell'agitazione dell'aria. Al
contrario, quando c'è una leggera foschia, in genere le immagini
risultano meglio definite. Un modo semplice ma efficace per capire
a grandi linee le condizioni di seeing consiste nell'osservare le
stelle: se scintillano vuol dire che c'è troppa turbolenza. È bene
ricordare quanto sia opportuno, nelle riprese attraverso il telescopio,
utilizzare lo scatto ritardato o un telecomando remoto per evitare
problemi dovuti alle vibrazioni.
Volevo passare delle foto su un SVCD. Come si
fa materialmente?Quali programmi utilizzare? Che formati?
Picture to TV, fa tutto lui compresa la masterizzazione.
Ma anche con altri programmi puoi ottenere lo stesso effetto, ad esempio
con Nero puoi inserire una serie di foto .jpg con parametro di latenza
tempi "infinita", così facendo otterrai un SVCD in cui, per scorrere
le foto, dovrai premere il tasto "track skip fw" del tuo lettore...
altrimenti impostando un tempo definito le immagini scorreranno da
sole.
E' meglio avere una 2mp con zoom ottico 3x o una
3mp senza zoom
Vuoi riprendere un certo soggetto e non puoi avvicinarti
piu' di tanto. In questo caso lo zoom e' decisamente importante. Vediamo
perche'. Un'immagine "a due Mp" misura in genere 1.600 x 1.200 punti.
E' la regola della superficie del rettangolo, lato x lato; in altre
parole i Mp si riferiscono alla superficie. Raddoppiare i Mp significa
raddoppiare la superficie stampabile alla stessa risoluzione. Solo
che raddoppiando la superficie il lato aumenta solo di 1,414 (radice
quadrata di due).
Lo zoom invece si riferisce alla dimensione del lato, per cui la scelta
e' del tipo: meglio 3 Mp per catturare una scena (reale) di 9 x 12
metri, o due Mp per una scena di 3 x 4 metri?
Capisci che, se la distanza e' obbligata, non c'e' paragone.
Glossario
OT= Off Topic, fuori argomento.
MP= MegaPixel
NG= NewsGroup
IMHO = a mio modesto parere (In My Humble Opinion)
ROTFL = sbellicarsi dalle risate (Rolling On The Floor Loughing)
LOL = Ridere forte (Laughing Out Loud)
LOL = Con affetto (Lot of Love)
POST = Ciascuno dei messaggi che vedi sul ng
THREAD = L'insieme di un post e di tutte le risposte, risposte delle
risposte, ecc. che ne sono scaturite
FLAME = Litigio violento.
SPAM = Messaggio pubblicitario che viene spedito ad una marea di ng
e/o alle mailbox dei loro postatori.
CROSSPOST = l'invio di un messaggio a tanti NG, in genere si tratta
di messaggi pubblicitari
LURKARE = Sbirciare, cioè leggere il ng senza mai postare nulla. Non
c'è nulla di male a farlo.
Photosig = Sito internet dove ciascuno può postare le proprie foto
Netiquette del NG
- Sarebbe cosa piacevole che i nuovi arrivati
prendessero confidenza col NG leggendo i post per un po' di tempo
prima di inviare le proprie domande. Per altro la lettura di vecchi
post può fornire risposte a più di una domanda. Leggere sempre
le FAQ (Frequently Asked Questions) relative all'argomento trattato
prima di inviare nuove domande.
- Se si manda un messaggio, è bene che esso sia
sintetico e descriva in modo chiaro e diretto il problema. Se
si utilizza un "signature file", mantenerlo breve e significativo.
- Non divagare rispetto all'argomento del newsgroup
o della mailing list. Restare quindi In Topic, ovvero fedeli agli
argomenti citati nel manifesto.
- Evitare ogni forma di Spam, CrossPosting e quant'altro
possa essere di noia e disturbo agli altri utenti.
- Se si risponde ad un messaggio, evidenziare
i passaggi rilevanti del messaggio originario, allo scopo di facilitare
la comprensione da parte di coloro che non lo hanno letto, ma
non riportare mai sistematicamente l'intero messaggio originale,
se non quando sia necessario.
- Non condurre "guerre di opinione" (flame) sulla
rete a colpi di messaggi e contromessaggi: se ci sono diatribe
personali, è meglio risolverle via posta elettronica in corrispondenza
privata tra gli interessati.
- Non pubblicare mai, senza l'esplicito permesso
dell'autore, il contenuto di messaggi di posta elettronica.
- Non pubblicare messaggi stupidi o che semplicemente
prendono le parti dell'uno o dell'altro fra i contendenti in una
discussione.
- Non inviare tramite posta elettronica messaggi
pubblicitari o comunicazioni che non siano state sollecitate in
modo esplicito.
- Non essere intolleranti con chi commette errori
sintattici o grammaticali. Chi scrive, è comunque tenuto a migliorare
il proprio linguaggio in modo da risultare comprensibile alla
collettività.
Alle regole precedenti, vanno aggiunti tutti gli
altri criteri che derivano direttamente dal buon senso.
Acquisti all'estero
Ma all'estero le macchine fotografiche costano
meno: conviene comprarle?
Questa è una domanda che viene postata con frequenza
impressionante da chi, dopo qualche ricerca, capisce che in Italia
il prezzo delle macchine fotografiche digitali è scandalosamente
alto. Non è di certo questa la sede per dissertazioni economiche,
ma quel che emerge con chiarezza è che, all'estero, i prezzi sono
più bassi.
Questo tuttavia non significa che sia sempre conveniente compare
all'estero un apparecchio fotografico. Si tratta - come in tutte
le cose - di usare un po' di buon senso: prendendo informazioni
preventivamente, e ragionando un po', compare all'estero presenta
rischi limitati, anche se qualcuno ancora "tira indietro", spaventato
dalla possibilità di vedersi chiedere di anticipare cifre consistenti
che prendono il volo per venire incassate a migliaia di kilometri
di distanza. E se la macchina si rompe? Prima di questa (infausta)
eventualità, però, facciamo alcuni distinguo, e suddividiamo le
aree geografiche da cui potete voler comprare una macchina digitale
nuova.
Gli USA (complice anche Ebay) sono l'oscuro oggetto del desiderio
di molti fotoamatori. I prezzi sono mediamente del 30-40% inferiori,
e le offerte sono invitanti, con sconti e ribassi molto più frequenti
che da noi. E' bene però precisare che intanto al prezzo a cui comprate
la macchina dovrete aggiungere le spese di spedizione (che da oltreoceano
non sono proprio basse.): In secondo luogo, una volta arrivata alla
dogana, alla macchina (o meglio, al valore dichiarato del pacco)
sarà aggiunto il 20% di IVA. Oltre a ciò, la garanzia americana,
anche se c'è scritto "worldwide", nella stragrande maggioranza dei
casi non vale da noi, quindi in caso di guasto potreste vedervi
costretti o ad accollarvi riparazioni onerose, oppure a rispedire
la macchina in USA, dove la garanzia vale.
Problematiche minori (ma comunque fastidiose), sono la mancanza
(ovvia) del manuale italiano e della lingua italiana (se prevista)
dai menù, e l'uscita video, che se è presente nella macchina, sarà
in standard NTSC (americano) e non PAL (europeo).
Tutto questo, badate, non per affermare che acquistare negli USA
sia da pazzi, ma solo che dovete avere bene in mente quel che state
facendo, per valutare i pro e i contro. Tra l'altro negli USA vige
un'usanza poco simpatica nota con il nome di "grey market". Con
questo termine si intende la prassi di offrire una macchina spacciandola
a un prezzo esageratamente basso, ma privandola di tutti gli accessori
che normalmente trovereste nella confezione. Tali accessori sono
poi da comprare a parte e a prezzi salatissimi.
E l'Europa? Anche in questo caso, è bene fare delle distinzioni
tra acquisti CEE e non CEE. Gli acquisti al di fuori degli stati
della CEE risentono di buona parte delle problematiche già esposte
per gli USA, mentre gli acquisti da siti o negozi CEE possono essere
convenienti e sicuri, consentendovi di risparmiare qualche centinaio
di euro, e avere comunque una garanzia valida anche nel nostro paese
(almeno per il primo anno: per il secondo dipende dalla marca e
dal venditore.). I problemi della dogana e dell'uscita video non
esistono, e anche la manualistica e il software comprendono spesso
la nostra lingua.
Non volendo includere al momento una lista di siti di provata affidabilità,
vi invitiamo a chiedere sul newsgroup in caso siate nel dubbio se
comprare o meno da un determinato shop on-line: vedrete che c'è
sicuramente chi vi ha preceduto e vi può consigliare.
L'estremo oriente, terra dove la tecnologia è di sicuro più avanzata
che da noi, è purtroppo semi-improponibile per quel che riguarda
gli acquisti: innanzitutto tocca spedirci amici, parenti o conoscenti
(non ci sono negozi on-line come nel caso di USA e CEE), e poi permangono
problemi doganali (ancora più severi che in altri casi), di garanzia
e lingua: insomma, chi ve lo fa fare?
Devo pagare l'IVA se compro all'estero?
Per transazioni intracomunitarie (tra paesi dell comunità euorpea)
viene pagata l'iva nel paese di origine e basta, tuttavia quest'operazione
risulta traparente perchè in molti siti vengono presentati i prezzi
già adattati per l'utenza italiana.
Come per la garanzia, conviene, tuttavia, leggere attentamente quanto
riportato sul sito del venditore e, in caso di ulteriore dubbio,
spulciare con google le vecchie discussione del NG
Link utili
Dove postare le proprie foto
Photosig
Photorate
Usefilm
Photo.Net
Quali siti sono utili per trovare informazioni
sulla Fotografia?
http://www.iuslex.it/fotografia/
http://www.kpds2000.com/fotografia/index.htm
http://spazioinwind.libero.it/bravo/fotografia/manuali/index.html
Dove posso trovare dei confronti fra macchine fotografiche?
http://www.dpreview.com/
http://www.steves-digicams.com/
http://www.imaging-resource.com/
Ringraziamenti
- JJSapido (mail)
- Ideatore di queste FAQ, una grande idea!
- CJ (mail)
- Ad opera sua l'hosting on line e la versione Html
- Giampi (mail)
- Hai fatto un lavorone, grazie davvero, sua la 1st revision delle
FAQ
- Aragorn (mail)
- Ha dato origine al progetto facendomi venire voglia di iniziarlo..
lo sai che sono un debole ;-)
- Stefano SteO Arcidiacono (mail) - Ottimi i consigli di impaginazione
e layout
- Aurora (mail)
- Per il sostegno e perchè mi fa sentire un vero fotografo anche
quando mi vengono mosse le foto ;-)
- Alfredo "Il Mando" Caravita - Interessantissimi
contributi e mi ha sgravato dal doveroso articolo sull'X-Drive
- Alberto Zanola - Sua la sezione della foto astronomica
Robin Hood
Alberto Campione
Davide Gazzotti
Silvio Pietrosanti
Massimo Benvenuti
Benekill
Frank
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